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..:disegni vecchi:. ..:il 20/11/2007:.. ..:alle 15:04:.. ..:in template


Mi sono resa conto che alcuni vecchi disegni messi su questo post, nella sezione art book, li avevo linkati su altervista, quindi qua non si vedono ora, quindi ho pensato bene di rimettere i link nuovi così potete vederli.
Quindi buona visione di nuovo ...
Baci Akane

http://img80.imageshack.us/img80/2307/andrea17anni3ga.jpg

http://img82.imageshack.us/img82/7963/marco17anni8yd.jpg

http://img80.imageshack.us/img80/7946/adry17anni0ik.jpg

http://img80.imageshack.us/img80/9812/kim17anni5gw.jpg

http://img130.imageshack.us/img130/3157/tom17anni2if.jpg

http://img48.imageshack.us/img48/2518/jo17anni5nj.jpg

http://img130.imageshack.us/img130/1118/vy16anni4mq.jpg

http://img48.imageshack.us/img48/2122/ale16anni6vn.jpg

http://img48.imageshack.us/img48/9990/roby16anni9nk.jpg

http://img518.imageshack.us/img518/4121/naturalwoman3ga.jpg

http://img518.imageshack.us/img518/108/sensualandsilence1hq.jpg

http://img518.imageshack.us/img518/5747/takemyhand5am.jpg

http://img518.imageshack.us/img518/4991/tomloves7yt.jpg

http://img518.imageshack.us/img518/8720/weareterribleperson3gp.jpg

http://img254.imageshack.us/img254/1065/beauteful8fa.jpg

http://img510.imageshack.us/img510/8665/adryneglianni1rw.jpg

http://img518.imageshack.us/img518/5795/checazzovuoi7qq.jpg



..:Nessun fan:.. ..:Permalink:.. .::by Akane:..


..:Piangendo da una donna: dalla 01 alla 07:. ..:il 20/11/2007:.. ..:alle 14:54:.. ..:in template


Ed ecco a voi l'inizio della prima saga: Piangendo da una donna!
Ecco a voi le tavole, il fumetto non è ancora finito, lo sto facendo e sistemando di mano in mano, quindi non so quanto ci impiegherò.
Comunque continuate a seguirmi e grazie a chi mi ha fatto i complimenti per questo blog!
Buona visione!
Baci Akane

1-     http://img89.imageshack.us/img89/6736/01uj8.jpg

2-     http://img129.imageshack.us/img129/8535/02qv8.jpg

3-     http://img210.imageshack.us/img210/9716/03gb7.jpg

4-     http://img442.imageshack.us/img442/2331/04hz3.jpg

5-     http://img101.imageshack.us/img101/354/05jy4.jpg

6-     http://img263.imageshack.us/img263/2307/06zh5.jpg

7-     http://img140.imageshack.us/img140/9555/07fe4.jpg


..:Nessun fan:.. ..:Permalink:.. .::by Akane:..


..:Racconto: Cap 21 PT II:. ..:il 17/11/2007:.. ..:alle 12:57:.. ..:in template


* Avevo fatto un po' di casino con l'ultimo capitolo postato, scusate! L'ho diviso in due parti così potete leggere per intero la fine, mancavano le ultime frasi ... Buona lettura. PS: spero di mettere presto le tavole del primo fumetto, sono quasi pronte! Baci Akane *


STORIE DI TUTTI I GIORNI

CAPITOLO 21
PARTE II
LE VERITA' NASCOSTE



/I just wanna live – Good Charlotte/

Il rombo della moto si sentiva anche dalla lunga distanza, grazie al silenzio estivo che c’era in quel fine pomeriggio sereno. Era una strada deserta e il sole che tramontava donava al mondo un suggestivo color arancio, era piacevole correre in moto anche per la temperatura non esageratamente calda, si stava decisamente bene rispetto alle ore precedenti.

Quando la moto frenò bruscamente lasciando un odore di gomme bruciate sull’asfalto, il ragazzo guardò il ‘mostro’ che si era bloccato giusto a pochi centimetri dalle sue gambe, ancora poco e addio alla sua vita!

Ci volle tuttavia poco al giovane bagnato fradicio per motivi ignoti per riconoscere l’oggetto di tanta attenzione da parte sua, le labbra chiuse in una posa neutra si piegarono in un sorriso di riconoscimento sincero, poi disse:

- Tom, che ci fai ancora da queste parti? –

Considerando l’ora era strano che girovagasse in moto. Il biondo non si tolse il casco ma lo squadrò attentamente e ironicamente disse:

- Io? Questa è la mia via, che ci fai tu, piuttosto, così lontano dalla tua! –

Jo si guardò intorno come se si rendesse conto solo ora del posto in cui si trovava, non si mostrava propriamente spaesato ma se fosse stato uno qualunque, lo sarebbe stato.

Thomas colse la palla al balzo per prenderlo un po’ in giro, e indicando i suoi vestiti con la mano avvolta da un guanto nero senza dita, da motociclista, disse ancora più ironico e divertito:

- Hai nuotato vestito, oggi? –

Questo fece tornare in sé Jhonny e sorrise saccente:

- Tanto se ti raccontassi non mi crederesti … -

Rimase sul vago poco intenzionato a dire la verità, questo ovviamente accese la curiosità da gatto dell’amico che gli fece un cenno col capo coperto dal casco sempre nero come anche la moto e la salopette in tessuto estivo:

- Sali che me la racconti mentre ti porto a cambiarti! –

- Lascia stare, devieresti troppo rispetto casa tua … -

Si oppose lui mantenendo la sua aria imperturbabile e misteriosa, non si faceva leggere dentro ed anche se Tom si sarebbe illuso di poter sapere i dettagli, sarebbe rimasta appunto un’illusione!

- Mica ti porto a casa, non mi sognerei mai di rifare la strada ora che sono finalmente a casa dopo tutte le commissioni che mi hanno fatto fare! No, stai un po’ da me così ti cambi e mi racconti, dai … -

Jo cercò di respingerlo gentilmente ma non ci fu verso, il capo aveva deciso e così sarebbe stato!

Alla fine si trovò sulla moto dietro l’amico trasportato per quei due metri rimanenti.

A casa sua si lasciò travolgere dalla ciurma allegra e senza mostrarsi terrorizzato od esasperato, si lasciò rapire sempre da Tom, di nuovo, e portare in salvo al bagno ampio e lussuoso dove gli fu permesso di asciugarsi e cambiarsi.

Una volta con indosso solo i boxer, il suo fisico decisamente era guardabile, aspettò l’arrivo di Tom con il ricambio, guardò ogni spazio circostante di quell’azzurro-verde acquatico, adatto ad un bagno, il profumo era piacevole, né femminile, né maschile. Era un ambiente che parlava di quella famiglia ma non solo, anche degli ospiti che vi erano sempre dentro.

A quello fu inevitabile che nella sua mente tenuta sempre sotto controllo, si frapponesse il volto della bella e delicata Viky.

Sospirò malinconico ma fu interrotto dal ritorno dell’amico che, col suo perenne sguardo sicuro, lo fece sentire a suo agio persino in quella situazione.

Reggeva il cambio, una maglietta arancione, immancabile nel guardaroba di Thomas, e dei pantaloni larghi in tuta lunghi fino al polpaccio.

- Ti fermi a mangiare? –

Gli chiese quindi prima di uscire, fu naturale rispondere si, sapeva che non conoscevano i no, quella famiglia. Solo che se avesse pensato un po’ meglio, avrebbe fatto di tutto per andare a casa. Avrebbero parlato quella sera. Sicuramente ci sarebbe stata l’occasione e normalmente non era un problema, non lo era mai stato. Da che si era trasferito lì e si erano conosciuti, aveva finito spesso per cenare improvvisamente con loro … ed anche fermarsi a dormire.

Jo li conosceva bene, ormai, e non rifiutava o si sarebbero offesi, tuttavia a volte doveva fare attenzione, a seconda dei suoi stati d’animo, se aveva voglia di parlare o meno … poiché con Thomas era impossibile non parlare e tenersi dentro un segreto.

Lui li captava tutti, specie i suoi!

Uscito cambiato e asciutto, incontrò Adrian versione estiva da casa, con abiti porpora più corti e leggeri possibili ed una bandana in testa a domare un po’ i boccoli che si allungavano a fatica. Da quando si era fidanzata era diventata molto più femminile!

- Ciao! Che ci fai qua? –

Era sicuramente felice di vederlo, dopo che aveva capito il bisogno che aveva di parlare con suo fratello.

- Ciao … ho incontrato tuo fratello per caso e mi ha portato qua! –

- Mangi con noi? –

Chiese immediatamente senza farselo sfuggire.

- Si, me l‘hanno appena chiesto … -

Sorrise, ma fu più un ghigno. L’influenza di Marco? Jo si preoccupò un po’ ma resse il gioco.

- E dormi anche? –

Non era la prima volta che si fermava, capitava normalmente che, dopo cena, parlasse così tanto con Tom fino ad addormentarsi in camera sua, lei in quel momento, non voleva ASSOLUTAMENTE farselo sfuggire.

- Non me l’hanno ancora dato. –

- Cosa? –

Chiese veloce preoccupata.

- L’invito per dormire … -

- Ora ce l’hai! –

Brusca.

- Va bene, grazie … -

Anche lei era strana, forse la più pericolosa da contraddire. Sua mamma sarebbe stata contenta di averlo fuori casa, per una notte … non si preoccupò proprio per lei, quanto per sé stesso.

Cosa avevano tutti da insistere ad averlo lì?

Sorrise.

Ecco cosa fece il castano dai bellissimi occhi dorati. Sorrise tranquillo senza mostrare i propri dubbi e, perché no, paure!

Adrian fece altrettanto, invitandolo a scendere dagli altri. Il suo sorriso era diverso, di vittoria … inquietante!

“Non mi freghi mica, tu … hai un gran bisogno di parlare con Tommy, lo farai a costo di passare la notte in bianco! “

La sensazione di Jo mentre scendeva le scale, fu in seguito allo sguardo penetrante della bionda. Conosceva bene anche lei.

“Mica saprà qualcosa? Come farebbe? No, magari lei no ma Tom si, ecco perché lei si comporta così, quei due vanno in simbiosi per tutto, anche se non lo sanno … Bè, se fosse lui ad averlo capito sarebbe molto peggio! Forse dovrei andarmene … “

Rimase solo un pensiero, poiché non ci fu modo di abbandonare la basa del nemico!

 

/Weekends – The Perishers/

La camera era quella di un artista.

Era sui toni del bianco e del nero ma il letto era arancione. A fare colore erano tutti i fumetti, i CD, i libri ed i DVD posti negli scaffali della libreria sull’intera parete. Ad angolo con essa v’era una porta d’armadio, l’entrata al guardaroba vero e proprio posto in una sorta di stanza nascosta dietro la libreria, quest’ultima era a ponte, incastrava la parte superiore del letto, la testiera. Alla sinistra c’era una grande porta a vetri che dava sul terrazzo, accanto una finestra ampia con altrettanto ampio e comodo balcone. Alla destra della libreria invece c’era una scrivania gigantesca da disegno, con una luce apposita; a fianco gli strumenti che suonava con tanto di amplificatori, in bella mostra e già pronta all’utilizzo la chitarra elettrica. Lo stereo era incastrato strategicamente in uno degli scaffali della libreria mentre in un altro più alto c’erano le casse grandi, mentre appoggiata alla base c’era la mazza da baseball col guantone e la pallina. Nella parete di fronte, quella rimanente, c’era la porta e tutt’intorno un murales colorato dipinto con le bombolette spray proprio da Thomas. Figurava un ragazzo che lanciava a baseball, il suo sport preferito. Era un disegno veramente molto bello e ben fatto che dava il senso della velocità e i colori di sfondo indicavano gli spettatori, donando a loro volta vivacità alla camera caotica ma ordinata nella quantità di cose che vi erano!

Era il regno di Thomas, ne era estremamente orgoglioso e impediva a chiunque di metterla a posto.

Tom era un artista ed in quanto tale gli piaceva riuscire bene in tutto quel che gli piaceva e che considerava in un certo senso arte.

Fra questi c’erano gli sport, la musica ed il disegno. Qualunque cosa c’entrasse con queste tre categorie lui la sapeva fare. Prediligeva il baseball, la chitarra elettrica e i murales poiché colorati e allegri, tuttavia sapeva fare qualunque altro sport, suonare altri strumenti e cantare molto bene, era egregio anche nell’arte della pittura e del fumetto. Aveva sempre avuto una vita piena di passatempi, non era mai stato fermo senza saper cosa fare e nonostante questo gli amici li aveva sempre avuti, anche quando si era trasferito lì.

Seduti uno sul letto mezzo steso, il biondo riccioluto, e l’altro a terra, il castano, Tom e Jo si parlavano dopo aver fatto un abbondante e allegra cena col resto della famiglia.

LA camera degli ospiti era sempre pronta poiché in un modo o nell’altro dormiva sempre qualcuno a casa loro, prima di dormire, però, com’era ovvio, i due amici si erano dileguati per un paio di chiacchiere.

Jo sapeva, lo sapeva perfettamente che era arrivato il momento.

Fra sé e sé sospirava chiedendosi cosa avrebbe dovuto dire per non ferire l’amico, eppure conoscendolo sapeva molto bene cosa dire effettivamente.

Solo la verità.

- Allora? Hai litigato con qualcuno? –

Gli chiese improvvisamente serio Tom, cambiando per altro discorso. Jo sussultò un attimo ingoiando impercettibilmente a vuoto, rispose cercando di mantenere un’espressione normale per i suoi canoni:

- Eh? No, perché me lo chiedi? –

Avrebbe ingannato chiunque tranne che il suo migliore amico. Lo sapeva ma ci aveva provato ugualmente. C’era qualcosa in Tom che gli impediva di perdersi le sfumature di chi amava. Se la persona che aveva davanti contava molto per lui, non gli sfuggiva nemmeno un puntino su una i, figurarsi un peso del genere. Jo l’aveva immaginato appena si era reso conto che il suo sentimento era cresciuto a dismisura, in maniera incontrollata e pericolosa, però non era riuscito a farci nulla.

- Cos’hai allora? Sei strano, come triste … sembra che qualcuno ti turbi! –

Aveva solo una vaga, molto vaga, idea Tom di cosa potesse essere, di CHI fosse a turbarlo, c’entrava lui ma non lui direttamente … assumeva un’espressione combattuta e malinconica solo quando arrivavano o lui o Vy … e visto che sapeva che con lui non c’era nulla di strano da farlo preoccupare, l’unica soluzione era Vy.

Quando l’aveva realizzato gli si era accesa la classica lampadina rossa d’allarme, il suo istinto l’aveva subito avvertito, il suo famoso ed infallibile istinto d’artista, quello che gli suggeriva i lanci corretti da fare per tal battitore che aveva innanzi, quello che gli suggeriva i colori da usare per i murales o i dipinti, quello che gli suggeriva le note e le parole delle nuove canzoni che doveva creare per il gruppo.

Non aveva mai evitato di ascoltare e se appena aveva avvicinato mentalmente Vy a Jo, il suo istinto aveva gridato ‘allarme rosso’, allora qualcosa di vero doveva esserci.

Non pensava che fosse grave, lo sperava poiché lo conosceva bene e sapeva che era la persona più corretta di questo mondo.

Guardò con attenzione i suoi incredibili occhi dorati, erano molto belli ed ogni volta si perdeva ad osservarli, lui guardava con attenzione e profondità ogni cosa.

- Non è che … c’entriamo io o Viky? –

L’aveva detto usando un tono basso e penetrante, non voleva risultare arrabbiato ma alla fine fu solo molto intenso, Jo rabbrividì.

Ci era arrivato, impossibile!

Si disse il ragazzo a terra, ebbe solo un nano secondo per ragionare al termine del quale decise di provare a sdrammatizzare buttandola sullo scherzo, sperava ci sarebbe riuscito.

Quindi sempre rimanendo serissimo e senza smettere di guardarlo in volto, si alzò da terra e mettendo un ginocchio sul suo materasso, appoggiò una mano alla testiera dietro la testa di Tom, poi gli avvicinò il viso e nel medesimo tono dell’amico aveva detto:

- Ecco vedi … mi sono innamorato di te, Thomas! –

Chiunque ci avrebbe creduto se glielo avesse detto in quel modo incredibilmente profondo e penetrante, da così vicino e con quello sguardo serio e deciso. Chiunque.

E chiunque avrebbe sperato che fosse vero poiché era veramente un bel ragazzo, Jo.

A Tom gli ci volle altrettanto poco per reagire nel modo giusto e capire che sperava di scappare dalla verità. Non l’avrebbe mai fregato.

- No! –

Disse mostrando uno sguardo accattivante, si issò sulle ginocchia e portando in avanti il busto andò ancor più vicino a Jo, facendolo indietreggiare con la schiena per non baciarsi, poi disse fermo e sicuro:

- Non di me ma di Viky! –

Stupore.

Lo stupore è minimo in una situazione del genere.

Ebbene lo stupore di Jo valeva più di quello di mille altre persone comuni!

- Ma come … -

Riuscì solo a dire interdetto, non si sarebbe aspettato fino in fondo che l’avesse veramente capito, pensava che sapeva solo che aveva qualcosa che non andava e che alla fine glielo avrebbe fatto dire.

Invece lo sapeva già … e gli altri? E Viky? Lo sapeva solo lui?

Pregò, sperò e chiese che fosse così.

Nessuno avrebbe dovuto saperlo.

- Non so, da come guardavi sia lei che me … con lei eri sognante ed innamorato, il classico sguardo fesso che avevo io quando la guardavo agli inizi (ed anche ora), con me invece eri più colpevole e preoccupato! E poi le conosci le mie intuizioni, no? –

- Quelle di un artista che ascolta SOLO le sue intuizioni! –

Fece un mezzo sorriso che non sapeva se essere soddisfatto o scontento.

- Sono sempre azzeccate, quelle degli artisti … -

Continuò, Jo, Tom rimbeccò serio:

- Non lo so ma quelle degli amici sono sicuramente sempre giusto, vero? È Vy, no? –

Jo sospirò, sicuramente il biondo si stava infastidendo divorato dall’incertezza improvvisa, Tom non doveva avere dubbi sui sentimenti che legavano Vy a lui, non era giusto che per una cosa simile lui fosse insicuro sulla loro relazione … ed anche la sua amicizia con lui doveva rimanere intoccata!

Per questo parlò e lo fece con una sicurezza tali da far rabbrividire perfino Tom:

- Si ma Tom … non ho nessuna intenzione di rubartela, lo sai che non lo farei mai! –

Fu incisivo, una frase che per come era stata detta aveva lasciato veramente il segno, in un secondo momento Tom sorrise a sua volta, un sorriso che rispecchiava le parole dell’amico.

Sicuro.

Un sorriso quasi indecifrabile se quello che l’aveva ricevuto non era l’unico che riusciva sempre a decifrarlo in modo infallibile:

- Lo so che non lo faresti mai, non oseresti nemmeno sfiorarla, la mia ragazza. Per principio. Ti ringrazio, Re del Silenzio. –

Questo riferimento si rifaceva al loro incontro, alla prima definizione che Tom aveva dato a Jo, un tipo silenzioso che parlava, per l’appunto, coi suoi silenzi. A forza di anni e anni di parole, era riuscito a farlo parlare, quindi il nomignolo ‘Re del Silenzio’, era sparito. Il rievocarlo indicava qualcosa che Jo tentò di capire ma non ci riuscì.

Ci fu quindi un profondo e significativo scambio di sguardi, erano entrambi sguardi molto belli, maschili ed affascinanti, anche se gli occhi di Jo pochi potevano vantarsi di averli.

Così col mal di testa che aumentava, questi chiuse gli occhi, non ci sarebbe riuscito a leggergli più in là di lì.

- Tommy, grazie a te … -

Lo conosco da un po’, ormai, eppure riusce ancora a stupirmi … non è da lui tutta questa fiducia, lo è da me, da Ale, da Vy, ma non da lui, così come non lo sarebbe da Kim, da Adry, da Marco e da Andrea … sono fortunato, in fondo!”

Concluse così decidendo di lasciar perdere altri significati nascosti nella sua insolita reazione.

Era un bel tipo, profondo e sincero ma che sapeva avere mille sfaccettature, diverse dalle doppie facce. Sfaccettature d’artista, una gran bella persona.

Quando si alzò dal letto per andarsene si accorse che Tom aveva già chiuso gli occhi partendo per il mondo dei sogni.

“Ecco, questo è da lui!”

Terminò Jo con un sorriso divertito, uno dei pochi che riusciva a mostrare e solo al suo migliore amico.

Anche se a volte riusciva a stupirlo ancora, nonostante tutto.

- Meglio seguire il suo esempio! –

Così deciso l’accarezzò con lo sguardo mentre si sistemava inconsciamente meglio sul proprio letto, già in tenuta da notte, ovvero in boxer arancio squillante, non aveva altro che ronfare alla grande, cosa che faceva egregiamente!

Solo quel sorrisino di gratitudine e ammirazione da parte del castano che sembrava adulto, poi se ne andò lasciandolo solo.

Non avrebbe dormito per tutta la notte.


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..:Red Bomb:. ..:il 25/10/2007:.. ..:alle 11:53:.. ..:in template


Kimberly 21 anni


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..:4 nuovi:. ..:il 09/09/2007:.. ..:alle 15:25:.. ..:in template


Eccone alcuni nuovi disegni per l'art book!

http://img103.imageshack.us/img103/9715/andrea21enneou2.jpg

http://img70.imageshack.us/img70/4854/cowgirlcx6.jpg

http://img521.imageshack.us/img521/17/prontiuw2.jpg

http://img413.imageshack.us/img413/2743/robyag6.jpg



Sono ad un discreto punto sul rifacimento del primo fumetto, appena ho abbastanza tavole le metto on line, pazientate un pochino ancora ...
Nel frattempo buona visione di questi disegni!
Baci Akane


..:Nessun fan:.. ..:Permalink:.. .::by Akane:..


..:Racconto: Cap 21 PT. I:. ..:il 03/07/2007:.. ..:alle 14:17:.. ..:in template


STORIE DI TUTTI I GIORNI

SAGA II:

IL TRIANGOLO NO

CAPITOLO 21:

LE VERITA’ NASCOSTE

 

/Numb Piano Instrumental – Linkin Park/

 

Erano tutti al completo, in riga sugli spalti appoggiati alla parete, a cominciare da Adrian imbronciata e Marco, per seguire con Andrea, Kimberly, Alessandro e Robert e terminare con Jonny.

Costui era un po’ più in disparte rispetto agli altri e guardava la protagonista della gara di ginnastica artistica con uno sguardo molto inquieto e assorto, come se fosse preoccupato per qualcosa che non fosse l’esito della gara.

I suoi occhi dall’insolito colore dorato scrutavano a fondo la ragazza che al momento si preparava per la successiva esibizione, cosa pensasse solo lui poteva saperlo, non lasciava trasparire nulla come sempre e quando la voce dell’alto parlante annunciò la prossima ginnasta sussultò. Toccava a lei.

- Prossima ginnasta Viktoria Bovini … -

Seguì il nome della scuola di provenienza e l’età, lei col cerchio alla mano che le sfiorava le cosce nude, ebbe un timido sorriso verso il pubblico in cerca di volti amici, sapeva dov’erano quindi guardò direttamente verso di loro e quando videro Jo che a sua volta l’osservava pensieroso il suo sguardo si illuminò e si sentì come più sicura. Jo stava con lei dalla sua infanzia ed anche se non avevano mai parlato molto si erano sempre capiti, era un amico prezioso, probabilmente il migliore sia suo che di Tom.

Stava meglio avendolo lì con lei però sentiva una mancanza.

“Speriamo che arrivi presto, la sua presenza mi dà energia e forza, quella carica che mi permette di andare dritta per i miei obiettivi.”

Pensò al fidanzato che ancora mancava a causa della sua partita di baseball, le mancava, le serviva.

Sospirò e chiuse gli occhi concentrandosi, poteva far poco, in effetti solo andare avanti in attesa del suo arrivo.

Sapeva ce l’avrebbe fatta prima della fine.

Non l’avrebbe deluso gareggiando male.

Mai.

Per lei Thomas era importante ed essenziale ed in sua assenza cercava in Jo la sua presenza, come se quei due fossero un tutt’uno.

Si mise in posa d’inizio e tutta incurvata sulla schiena col cerchio fra le braccia attese che la musica partisse.

Erano le note di Numb, la versione a pianoforte, dei Linkin Park.

Era un contrasto piacevole, dell’alternativa suonata in chiave classica, una fusione piacevole che le diede la carica necessaria per iniziare a muoversi aggraziata ed elegante, con gesti puliti e precisi si rigirò il cerchio facendolo scorrere sul corpo e quando la musica crebbe d’intensità iniziò a saltare e contorcersi elasticamente. Il cerchio non era il suo forte ma era capace di fondersi anche con quello strumento, come se fosse tonda lei stessa.

Incantò il pubblico.

Torturò involontariamente Jo.

 

/American Idiot – Green Day/

 

Il sole pomeridiano cominciava lentamente a calare d’intensità, ormai però aveva già procurato calore e sudore che affiancato dalla stanchezza della partita, diventava quasi insopportabile.

Il giovane dai biondi capelli ribelli nascosti sotto il cappellino con la visiera sugli occhi, si asciugò la gocciolina di sudore che gli colò ai lati del viso.

Aveva un aria molto seria e concentrata, strano vederlo così, solitamente era sempre sorridente o con qualche espressione buffa dipinta in volto, pronto per qualche scherzo. Cerano momenti in cui stava serio, mortalmente serio, in quei momenti era pericoloso poiché diventava imprevedibile.

La voce dell’alto parlante annunciò ancora una volta le squadre in gioco e il numero dell’inning, l’ultimo.

Era stata una partita encomiabile per Thomas Munarini, il lanciatore al momento in sul monte di lancio.

Ora lo si poteva osservare mentre studiava il battitore, l’ultimo, sarebbe bastato fargli strike out e la partita sarebbe finita, avrebbe vinto ed anche alla grande. Non sorrise, solitamente a quel punto lo faceva, quella volta aveva un unico pensiero fisso in testa, correre da lei. Sapeva che senza di lui era meno concentrata, più distratta, sapeva che finché non l’avrebbe visto arrivare avrebbe guardato insistentemente gli spalti cercandolo preoccupata, sapeva che lei aveva bisogno di lui.

Non gli importava il titolo di imbattibilità, aveva tirato una serie di lanci perfetti e potenti per sbrigarsi, sperando di vincere in fretta e così era stato, solo che aveva ottenuto anche una reazione non calcolata ma in effetti naturale. Un certo terrore degli avversari.

Timore?

Bastava vedere i lanci che tirava a fine partita, uno più forte dell’altro, andavano sempre in crescendo e quasi nemmeno si vedevano.

Primo strike la palla si insaccò dritta nel guantone del ricevitore facendolo sussultare.

Occhi spaventati del battitore.

Secondo strike, di nuovo al ricevitore che fa un piccolo sobbalzo indietro per non cadere.

Inghiottito a vuoto.

Terzo lancio, la palla sbaglia traiettoria per la forza e si insacca nella rete di fondo storgendo il punto colpito.

Le mani tremano.

Quarto lancio, terzo strike, giocatore out, la palla torna nel guantone, il ricevitore impreca e appena viene dichiarato la fine dell’incontro il guanto viene sfilato per far prendere aria alla mano in fiamme.

L’avversario fa cadere la mazza shockato.

Tom riprese possesso delle sue facoltà mentali solo con il fischio della sirena, si tolse il cappello e notando vagamente l’espressione sconvolta del ragazzo davanti a sé si chiese se non avesse esagerato.

Rimase un vago pensiero poiché il successivo surclassò di gran lunga il primo:

Vy!

Detto fatto sembrò un lampo mentre sfuggiva fra i compagni che volevano abbracciarlo per aver concesso loro un ulteriore passaggio in avanti nel torneo, sembrava importargliene poco e con aria sfuggente, senza dare spiegazioni a nessuno, si cambiò al volo e inforcò la moto portando il motore al massimo.

Flash di fotografi tentarono di catturare la sua immagine in quel periodo molto richiesta, non ebbero molto successo, tutto quel che riuscirono a catturare fu solo un lampo che scappava alla velocità della luce … e il polverone delle gomme!

 

/Dancing – Elisa/

Le porte si spalancarono con un gran rumore ma il brusio presente nel palasport (spero si chiami così dove si fanno le gare di ginnastica artistica)era maggiore così non passò inosservato. Fece presto ad individuare i suoi amici, si mettevano sempre alla fine, dietro a tutti, per poter stare in piedi ed esultare meglio nel caso servisse … o scappare se le cose si mettevano male, visti i membri che ne facevano parte!

Si mise a correre precipitosamente schivando abile la gente che passava, sembrava un anguilla riccia e bionda, simpatico da vedere, si notò subito anche per le urla verso i suoi compagni, li chiamava a gran voce felice di essere arrivato, gli premeva molto sapere il punto della gara, sperava vivamente ci fossero altre esibizioni del suo bell’angelo in gioco.

Fu lui ad interrompere bruscamente l’immersione di Jo in Vy. Immersione pericolosa che andava contro la propria volontà.

Ormai era diventato sempre più difficile controllarsi e trattenersi.

Era un tipo abituato a farlo, lo faceva da molto ma ultimamente i sentimenti che provava erano diventati sempre più forti ed il fatto di dover fare maggiore attenzione proprio con il suo migliore amico, era difficile per lui.

L’intera situazione.

Non sapeva per quanto sarebbe potuto andare avanti.

Sussultò girandosi verso l’amico che lo salutava, ricambiò titubante e con fatica, desiderava solo andarsene, non ce l’avrebbe fatta per molto.

Tom notò la sua espressione preoccupata ma non chiese a lui direttamente, sapeva che voleva i suoi spazi e i suoi silenzi, di norma non li rispettava però a volte capiva che era d’obbligo, si rivolse quindi a Roby accanto a lui chiedendogli attento:

- Vy sta andando male? –

Il ragazzo dai capelli ramati si rivolse a lui stupito, era una domanda scema fatta su Vy, lei era perfetta in qualsiasi cosa riguardasse quello sport!

- No, ovviamente va alla grande … manca ancora una gara, quella col nastro. –

- Immaginavo … -

Borbottò non dandogli più attenzione, lui era così e Roby lo conosceva, capace della massima allegria e subito dopo di un muso lungo tre metri … ci erano tutti abituati!

L’intenzione di parlargli arrivò ma fu messa da parte dalla voce dell’alto parlante che annunciava la prossima ginnasta: Viktoria Bevini.

- Eccola! –

Disse uno degli altri che si apprestava a deliziarsi gli occhi, avrebbe voluto godersela anche lui, il nastro era il suo forte.

La vide cercarlo fra il pubblico ed andare a colpo sicuro dalla sua parte, probabilmente l’aveva cercato anche prima senza trovarlo, aveva dovuto affrontare delle gare difficili per l’ansia di non averlo lì sorridente ad incoraggiarla.

Vivere non era facile per nessuno ma per lei in particolare era complicato, a causa del suo carattere e della paura del mondo.

La guardò scambiandosi con lei un lungo sguardo significativo e quando ebbe la visione totale del suo bel viso che sorrideva felice di vederlo, fece altrettanto anche lui, sarebbe andato tutto bene.

La vide poi farsi seria e concentrarsi distogliendo lo sguardo dal suo.

Tom stravedeva per Viky, la vedeva come una creatura splendida da scoprire, delicata da proteggere.

Non avrebbe permesso a nessuno di portargliela via.

Nessuno.

Tuttavia se lei avesse voluto andarsene non l’avrebbe costretta a rimanere, le ali non gliele avrebbe tagliate, era stato difficile donargliele.

Sospirando cancellò quei pensieri strani e si dedicò solo a guardare la sua bella ragazza che cominciava il ballo con il nastro bianco.

Dalla posizione iniziale in cui era tutta attorcigliata intorno all’attrezzo, si srotolò abilmente e veloce quando il piano iniziò lento il suo suono, la melodia lentamente crebbe in aggiunta della voce alta e delicata della cantante, si rispecchiava con l’animo di Viky che crebbe d’intensità.

Vy era viva solo quando si muoveva danzando, non eseguiva solo un esercizio correttamente, lei viveva una storia fondendosi con la musica e l’oggetto che teneva in mano, che lanciava e riprendeva, lei era arte.

Il voto dell’esecuzione fu ovviamente il massimo e sempre il massimo ottenne come punteggio totale, arrivando prima all’intera gara.

Questo, però, tutti già lo sapevano prima dell’inizio.

Ciò che non sapevano era che mentre Vy andava a casa insieme a Jo, come ogni giorno poiché erano vicini di casa, Tom aveva un’inspiegabile sensazione inquieta, sensazione che fu catturata solo dalla gemella che non le mancava mai nulla.

Guardando Tom che a sua volta fissava stranito il suo migliore amico e la sua fidanzata andarsene sereni insieme, Adry pensò al volo:

“Quei due devono fare una lunga chiacchierata!”


 

FINE PRIMA PARTE ...

  


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..:nuovi disegni per l'art book:. ..:il 14/06/2007:.. ..:alle 12:34:.. ..:in template


Golden: Kim e Andrea da adulti, una sorta di coppia d'oro nella vita!

Golden

Viky

Viky

 

MATRWINX: Ovvero Matrix+Twinks ... i gemelli matrix ... un AU di Adrian e Thomas

Matrwinx

 

Kim sexy ... nulla di sconcio, solo Kim nella prima serie in intimo ...

Kim sexy


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..:Dalla 74 alla 82 (finita serie):. ..:il 30/05/2007:.. ..:alle 11:38:.. ..:in template


Scusate l’attesa, ma ho molti impegni, davvero … anche se non lavoro più per l’ennesima volta ho ripreso a vedere Max, l’aiuto con la tesina di maturità quindi ho meno tempo ed inoltre reciterò in uno spettacolo teatrale, mi hanno incastrato, e devo imparare le parti.

Ad ogni modo abbiamo finito tutto, il fumetto della seconda saga di Storie di tutti i giorni, intitolato Il triangolo no, è completamente on line, sto iniziando a scrivere e mettere anche il racconto su questa seconda saga. Ora passerò a mettere la prima in fumetto, che invece è già completa in racconto.

Per la prima dovrete aspettare ancor di più perché la sto rifacendo nel tempo libero e siccome sta venendo decisamente bene, non sarà un’attesa immeritevole bensì ben compensata, modestamente. Vi dico buona visione ed alla prossima col fumetto successivo, ovvero la prima saga di Storie di tutti i giorni, chiamato: Piangendo da una donna, storia etero come la seconda!

A prestissimo

Baci Akane

 

 

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..:Dalla 60 alla 73 ... :. ..:il 24/03/2007:.. ..:alle 23:19:.. ..:in template


Non credo ci crederete mai …. ma …. Ho aggiustato lo scanner!

Evviva!

Ora posso continuare con gli scan del fumetto!

Come sono felice, ho molte cose da mettere on line fra disegni miei e tavole del fumetto, pian piano faccio tutto prima che torni a rompersi!

Melanto, sei contenta?

Ora vi metto subitissimo i link.

Buona visione

Baci Akane

 

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..:Racconto: Cap 20:. ..:il 24/03/2007:.. ..:alle 23:15:.. ..:in template


* arriva con calma il secondo capitolo della seconda saga.  Ricordo che qua i protagonisti sono Tom, Vy e Jo. Ho poco da dire se non che in fase demente mi ritrovo sempre a scrivere questa storia! Grazie come sempre a chi legge e buona lettura. Baci Akane *

CAPITOLO 20:
VITE A CONFRONTO

/Sweet child ‘o mine – Guns ‘n Roses/

Il tramonto non illuminava ancora la scuola ed il giardino che la circondava, poiché era estate le giornate si allungavano e il sole rimaneva alto e luminoso fin oltre all’ora regolare del tramonto. Tutti i campi sportivi si stavano svuotando lentamente lasciando finalmente il silenzio che viste le vacanze estive, doveva esserci in quel luogo così odiato dagli studenti.
Tuttavia poco durò quel fantomatico silenzio poiché fu presto interrotto, almeno subito fuori dall’edificio, precisamente al parcheggio delle auto, biciclette e motorini, dove il gruppo di cui si parlava in precedenza, si riuniva per salutarsi e decidere le prossime vittime!
La telecamera immaginaria, dopo aver inquadrato dall’alto tutto il territorio scolastico, cominciava lentamente a stringere su un angolo preciso arrivando così su 9 giovani che amichevolmente starnazzavano interrompendo la quiete generale. La mossa successiva, dopo aver mostrato tre coppie che a modo proprio stavano insieme ed altri tre ragazzi che stavano singolarmente in compagnia agli altri, la famosa telecamera immaginaria stringeva facendo i primi piani, partendo dai piedi e risalendo sul corpo per arrivare così ai visi, dei giovani, prendendoli uno per uno.
C’era la bella rossa Kimberly vestita succinta come al solito in compagnia del bellissimo e desiderato ragazzo Andrea, alto, biondo, alternativo e divino!
Adrian la riccia bionda imbronciata per qualche motivo vestita alla texana con un Marco come sempre moro, spettinato, lividi ed abiti straccioni che a sua volta piantava il muso alla bionda.
Un altro biondo riccio rispondeva al nome di Thomas ed era vestito nel solito modo buffo e colorato, abbracciava stretto la fidanzata Viky che impeccabile fra abiti e capelli del solito taglio corto non faceva una piega.
Rimanevano Robert anch’egli in perenne arrabbiatura col mondo intero, ramato e senza leggi di natura per i capelli, abiti attillati che gli donavano al corpo ben modellato, Alessandro da rapper ma dal colore predominante che era il giallo, i capelli neri lunghi ed un sorriso eterno ed infine il castano Jonny, abiti semplici, bellezza matura nonché molto distinto.
Giunti qua, finalmente le voci potevano iniziare a distinguersi più chiaramente.
- Domani facciamo così, allora!-
Asserì convinto Tom guardando gli amici che annuivano vaghi. Gli sembrò strano non sentire la solita voce della gemella contraddirlo, eppure a parlare non fu lei ma la fidanzata che teneva gelosamente abbracciata da dietro:
- Ma Tom, sei sicuro? Mi dispiace che nessuno venga a vederti…-
Lui si era incantato per l’ennesima volta a guardarla sorridendo limpido e rapito. Lei era veramente bella come un angelo, nei suoi pensieri la chiamava così, come la prima volta che l’aveva vista. Adorava tutto di lei e la vedeva come una creatura fragile da proteggere, stravedeva per lei e l’amava come aveva fatto con poche persone. Alcune sono come lei per posa, lei lo era veramente ecco perché gente schietta e sadica come Kim non capiva come riuscisse ad essere così gentile e mite, lei comportamenti simili non li concepiva e l’egocentrismo le impediva di ammettere che qualcuno potesse averne di natura e non fossero finti. Dipendeva però solo dal fatto che erano diametralmente diverse, la rossa non era cattiva, solo i suoi difetti erano ben radicati e visibili…del resto nessuno è perfetto, anche Viky nonostante l’apparenza perfetta mostrava lati imperfetti come la fragilità e l’insicurezza. Voleva bene a tutti e non voleva far rimanere male nessuno, ma allo stesso tempo non sapeva sempre come fare per riuscirci. Non capiva che non poteva far contenti tutti e che la sofferenza spesso è necessaria.
Non lo capiva ma ci sarebbe riuscita presto!
- No, tranquilla, la mia partita non è così importante, mentre la tua gara si!-
Lo disse con un tono totalmente diverso da quello usato poco prima, sembrava tutt’altra persona. Tom si beò ancora un attimo del suo bel viso poi accarezzandole la schiena come se immaginasse di avere le sue ali fra le dita, l’avvicinò ulteriormente posandole un bacio sulle labbra.
Nell’istante in cui lui si baciava con lei, la voce allegra e non più seccata di sua sorella Adrian, si inserì decisa:
- No! Io e Marco veniamo a vedere te e la tua partita di baseball!-
- Credo sia troppo impegnato per rispondere!-
Asserì la rossa divertita, fu contraddetta da Tom che aspettandoselo interruppe il bacio come se non si fosse distratto affatto, poi inferocito rispose:
- No e poi no! La gara di Vy è più importante! La mia partita finisce a metà della sua gara, se io sono solo con la moto corro ed in un lampo arrivo da lei e la vedo, ma con voi fra i piedi che mi intralciate perdo solo tempo!-
Schietto e sincero come lui era sempre, lasciò l’altra senza parole, a bocca aperta a fissarlo stordita: le dava ordini! Lui le dava ordini! Il peggio era che non poteva ribattere perché in fondo aveva ragione! Assurdo!
Così rassegnata Adrian aveva di nuovo piantato il muso incrociando le braccia, scenetta divertente e normale per loro, Marco dimentico del motivo per cui aveva appena dibattuto con la stessa ora arrabbiata, con un ghignetto da gatto selvatico, le si era avvicinato accarezzandole la testa, dicendole con fare paterno:
- Su, dai, non prendertela…-
Inevitabile l’occhiataccia fulminante e il morso al braccio!
Così si era beccata un ‘bestia’ dal moroso che aveva deciso lasciarla stare. Marco la conosceva e la scena si ripeteva ogni santo giorno…lui non poteva certo trattarla come un cagnolino o peggio, una bambina, e rimanere impunito! Lei già intrattabile di natura era come invitata a mangiarselo!
Andrea ridacchiò sadicamente mentre Ale liberò la sua risata cristallina sinceramente divertito dalla scena, Roby aveva alzato gli occhi al cielo mentre Jo aveva accennato ad un fugace sorriso. Kim invece incuriosita si era avvicinata all’amica e seria aveva detto:
- Ma dai, allora ascoltava…e come faceva a fare due cose bene entrambe? Almeno credo che baci bene…-
- Se vuoi provare io non ti fermo!-
Rispose Andrea con la sua solita aria sicura, sembrava la sapesse proprio lunga, a Kim piaceva quel lato del fidanzato, così avvicinandosi come una gattina sinuosa gli si era strusciata addosso guardandola provocante:
- Sicuro di non essere geloso?-
Lui non si fece mettere sotto e senza smentirsi alzò le spalle e accentuando il sorriso furbo, aggiunse:
- No, anzi, quasi quasi lo provo anche io!-
Rimasero tutti interdetti ad ascoltarlo, non per la provocazione in sé ma perché lo conoscevano e sapevano tutti che ne era veramente capace di farlo! Ecco perché Tom si decise ad andarsene, salutò Viky, si mise il casco e borbottando un veloce:
- Fatelo senza di me!-
Si era girato a cercare la sorella preparando la moto. Gli altri risero, chi di solito rideva, mentre Adry fu trovata ancora in disparte col broncio sulle labbra … non aveva gradito l’imposizione!
Tom lasciò perdere le successive battutine che derivarono dalla situazione creata da Kim ed Andrea per prendere il casco ed infilarlo alla testa della gemella che non lo guardava arrabbiata. Non era seria ma spesso ci si chiedeva quanti anni avesse.
Mettendole il casco il fratello le battè sulla plastica con le nocche, poi l’ammonì:
- Smettila di fare la bambina! Sembri più piccola dei nostri fratelli!-
Non ne fu toccata lei che decidendo di ignorarlo e far finta non esistesse, chiuse gli occhi e montò in sella dietro al fratello, senza nemmeno posare la mani intorno alla sua vita e salutare nessuno, lo fece Tom per lei, si godette la sgommata della moto di una cilindrata maggiore a quella che lui poteva permettersi, e continuando a pensare fuoco e fiamme, lasciò trasportarsi dal vento che in un istante arrivò forte e pungente nonostante il casco e l’estate.
Gli amici guardarono i due gemelli andarsene veloci come una corrente d’aria calda e sospendendo le solite battute pensarono che nonostante i ‘capi’ involontari fossero Andrea e Kim, i due gemelli erano comunque parte dell’anima di quel gruppo carismatico.
Del resto tutti, nessuno escluso, si notavano all’istante!

/Rock this party – Bob Sinclar/

Il rombo della moto indicò a coloro che stavano in casa che i gemelli erano arrivati, quindi si vide alla velocità della luce tanti lampi veloci precipitarsi ai lati alla porta d’ingresso, appiattiti al pavimento. Tante luci malefiche albergavano nei loro occhi che si dividevano fra grigi e azzurri, mentre le mani del maggiore, Francesco, correva a tappare la piccola bocca dell’ultimo arrivo di famiglia, Nicole che voleva ridere.
Thomas e Adrian erano tranquilli, le loro menti malate stavano già tramando qualcosa per sorprendere le canaglie casinare che, sicuramente ammassati nella stanza dei giochi, non li avevano sentito arrivare.
Ogni giorno era così … i due entravano e, macchinando qualche scherzo, li torturavano.
Non avrebbero mai immaginato che quella volta le cose sarebbero state diverse, merito per una volta della mente di famiglia, Samanta!
 Costei era coetanea di Angel, il fratello minore di Kimberly le cui famiglie erano unite da un profondo legame d’amicizia da sempre. Angel e Samanta erano fidanzati da sempre e tutti sostenevano che nulla li avrebbe separati … ma questa non è la loro storia!
Aprirono la porta ed entrarono spediti buttando come di consueto i rispettivi borsoni lateralmente a loro, ovvero proprio sopra i predatori che, encomiabili, non mossero un muscolo.
Fu veloce tuttavia il seguito: sia Adry che Tom si sentirono afferrare con forza le caviglie e strattonare come forsennati fino, grazie anche alla sorpresa per lui e al solletico per lei, non caddero stesi a terra…il fotogramma successivo li vide sommersi dalle 4 canaglie che facevano solletico a tutto andare, senza permettere alle prede di respirare o reagire!
Fu una scena esilarante da vedere, non molto da vivere, in effetti!
Urla si levarono a tutto andare mentre gambe e braccia si muovevano veloci in gesti ampi per cercare di liberarsi…ottenendo così solo maggior confusione visto che urtavano i mobili del soggiorno facendoli cadere fino a romperli!
Non ci fu verso di ottenere una tregua, poterono solo subire, del resto unire menti e forza era una cosa di per sé intelligente ed anche se l’avevano scoperto solo ora poco importava se non il risultato attuale!
Squadra folle in vantaggio rispetto alla squadra sadica!
(Sq folle erano i 4 minori, mentre i sadici i 2 gemelli…)
Rimasero a lottare a lungo trasformando la sala in un campo di battaglia finchè non si udì un fischio acuto potente che li obbligò a tapparsi gli orecchi e a fermarsi immediatamente: era arrivata la loro madre ed ora erano dolori!
Solo Daniele si azzardò a commentare spontaneamente impavido:
- Puoi fischiare più forte? L’altro orecchio ci sente ancora bene…-
Ricevette solo un’occhiata fulminante, poi quel che fece la donna piccoletta e forzuta dal fare militaresco più somigliante ed un uomo che ad una donna per i modi e la personalità, fu guardare tutto il caos creato ed i figli ingarbugliati a terra che torturavano e venivano torturati…era una scena normale se non fosse che di norma la si faceva nella stanza dei giochi, l’unica che aveva il permesso di essere lasciata in confusione!
Tutti inghiottirono a vuoto, perfino i maggiori, in un istante cominciarono a temere per la loro vita al che naturalmente trovarono subito la difesa perfetta, Thomas prese al volo la piccola Nicole, il punto debole della donna-despota e gliela porse nascondendosi dietro il corpicino della bimba di poco più di ormai quasi 5 anni, la piccola dai vispi occhi azzurri non fece una piega, si limitò ad alzare le braccia tendendole verso la madre che livida di rabbia li guardava tutti. I presenti cominciarono a pregare affinché si impietosisse ma ci fu un lungo momento di silenzio, nessuno si muoveva ed osava fiatare, tutti gli occhi puntati sulla madre in attesa che decidesse se ucciderli oppure lasciar perdere. Non avevano idea del verdetto pur loro la conoscessero bene, lei era un tipo strano quindi tutto era possibile…anche che li diseredasse!
Sembrò proprio interminabile il tempo in attesa ma terminò e con esso si vide la donna prendere in braccio la piccola Nicole, baciarla e sorriderle con grande amore, la videro rilassarsi e cambiare espressione e tutti sospirarono in contemporanea credendo di averla scampata, non osarono pronunciare parola, si alzarono da terra lentamente senza osare sfidare il fato, sembrava averla scampata…ma proprio mentre lei stava andando pacifica in cucina si sentì la sua voce dire in tono dolce, senza guardarli in volto poiché aveva in braccio la prediletta Nicole:
- Siete tutti in punizione per una settimana, nessuno esce di casa se non per andare alle attività sportive e musicali, niente tv, playstation, sky, game boy e cibi take away. Dovrete leggere tutti i libri che con la vostra lotta avete fatto cadere dalla libreria e farmi una relazione! Ora andiamo a preparare la cena, cari!-
Le espressioni dei ragazzi e delle ragazze si fece di pura sofferenza, come la tipica espressione di Homer Simpson quando veniva beccato e diceva:
- Do!- per dire ‘no’.
Quella donna faceva paura, passava dall’ira più spaventosa alla dolcezza più disarmante in un battito di ciglia…ma a cambiare era solo l’esteriorità e la voce poiché la cattiveria rimaneva tale visto che le punizioni cerano sempre, la differenza però era che in effetti era più doloroso sentirsi sgridati in quel modo che sembrava fare complimenti invece che sputare punizioni!
I 6 si girarono insieme guardando i libri a terra che coi loro calci avevano fatto cadere dalla libreria del soggiorno e le lacrime gli si affacciarono, sofferenti dissero supplichevoli:
- Ma mamma, saranno almeno 50!-
Lei non si scompose e mantenendo un tono calmo disse:
- Buona lettura cari!-
Sospirarono insieme capendo che non avrebbero cavato un ragno dal buco, successivamente tutti guardarono il genio di famiglia, Samanta la quale riusciva egregiamente in tutto…lei riusciva a leggere un libro ogni 2 ore se si metteva d’impegno!
- Eh no, cari, leggete anche voi!-
Sbottò inferocendosi.
- Ti ricordo che l’idea è stata tua!-
Ribattè Francesco, il quasi sedicenne che aveva un sacco di impegni con le ragazze di turno della settimana.
- Ma tu mi hai ascoltato, quindi sei colpevole quanto me!-
- Io devo vedermi con 3 ragazze questa settimana…se non ci vado penseranno che le tradisco!-
- Ed hanno ragione, anche se nello specifico caso saresti innocente perché non le eviti per tradirle ma solo per punizione. Tu di fatto le tradisci quindi non c’è nulla di male se lo pensano e ti mollano!-
- Ma io non sono fidanzato con loro, ci esco e basta…-
- Guarda me, io ho da sempre solo Angel e non ho mai avuto problemi di alcuna sorta…sa che quando non lo vedo è solo perché sono in punizione!-
- Ma se ci sei a scuola insieme, lo vedi comunque…bè, ora è a parte perché sono le vacanze estive ma di norma lo vedi sempre!-
- Già, sono fortunata…il prossimo anno che andremo alle medie abbiamo chiesto di stare nella stessa classe! Saranno tre anni perfetti!-
- Sei svenevole!-
- E tu vomitevole! Se Angel mi tradisse come fai tu l’ammazzerei!-
- Sei sicura che non lo fa?-
- Certo! Io lo sento nella pancia!-
- Sei già incinta?-
- E tu sei già scemo?-
Nel battibecco intervenne Thomas che divertito li aveva ascoltati, con un ghigno disse:
- Guardate che non ne ricavate un ragno dal buco…siete in punizione e dovete leggere tutti, chi è più veloce leggera per forza di cose di più, l’importante è smaltire! Riguardo ai fidanzati…bè, la frittata è fatta, inutile discuterci su chi è più furbo o fortunato!-
Francesco e Samanta lo guardarono seccati per il semplicismo che aveva messo nel liquidarli, in fondo aveva ragione quindi gli chiesero incuriositi:
- E tu come fai con Vy e la tua band? Hai prove quasi ogni giorno…-
Tom non si perse d’animo ed iniziando a riordinare insieme agli altri rispose:
- Vy la vedo prima e dopo gli allenamenti, capirà, tanto lei capisce sempre…per le prove ormai hanno deciso di stabilirsi regolarmente nel nostro garage visto che è l’unico modo per beccarmi…quindi non ho problemi!-
- Oh, ma la punizione non include il non vedere nessuno?-
Chiesero gli altri due insieme drizzando le antennine:
- Non l’ha mai detto…basta non chiederle conferma, ciò che non dice non si può sottintendere…-
Fece un sorrisino furbo che piacque molto ai due interlocutori, aveva perfettamente ragione!
- Allora il problema è risolto, basta far venire qua loro…-
- Si, tanto la mamma è via a lavoro e rimarrà papà a controllarci, con lui possiamo fare quel che vogliamo…è fattibile!-
Thomas rise di gusto sentendoli progettare la settimana, erano due persone così divertenti, prese insieme, che erano meglio del cinema: sicuramente avrebbero combinato qualcos’altro che avrebbe allungato la loro punizione!
- Tom guarda che vado a farla io la doccia se non ti sbrighi!-
Asserì improvvisamente Adrian passandogli dietro per salire le scale, in quell’istante la sua espressione divenne da diavolo e come se gli spuntassero le corna scattò veloce dietro di lei, afferrandola per i capelli la strattonò facendola cadere all’indietro per poi gridare:
- Eh no! Oggi tocca a me, a cuccia!-
Adrian in un momento si trovò a terra con il gemello che saliva come una scheggia al posto suo, shockata e dolorante senza capire cosa fosse successo.
- Ma…sei un animale! Io stavo solo andando in camera, Diavolaccio!-
Ebbene però si era ripresa subito ed iniziando i mille rimbrotti aveva ripreso a salire.
Il giovane ricciuto rimase solo e tranquillo per pochi istanti, di fatto.
Ebbe il tempo di trascinarsi lo stereo portatile in bagno, scegliere il cd da ascoltare, accendere a tutto volume, riscaldare l’ambiente con una stufa, aprire l’acqua ed entrare nel box della doccia. Esattamente solo questo poiché subito irruppero nella stanza(aveva la fobia delle porte chiuse a chiave per cui non le serrava mai) quattro elementi casinari che urlanti e contenti cominciarono a parlare col compagno aggiornandolo su varie novità musicali: ebbene si erano i membri della sua band!
Tom alzò gli occhi al cielo mentre l’acqua iniziava a colargli addosso lavandolo, coi capelli che si appiattivano al capo e sul volto.
- La pace è finita!-
Una persona normale si sarebbe asciugato e sarebbe uscito dal bagno per parlare con loro….Tom non era normale. Ecco perché li salutò e continuò a lavarsi davanti a loro mentre il vetro del box si appannava per il vapore.
Non avrebbe rinunciato per nulla al mondo alla sua sacrosanta doccia, per una volta che la faceva prima della gemella!
I membri del suo gruppo erano dei tipi eccentrici e fuori dal comune, del resto non poteva far parte di qualcosa di normale!
Il gruppo si chiamava Pèa, il nome di un enzima del sangue, una trovata di Thomas.
V’era Thomas chitarrista e seconda voce, pazzo fuori controllo ma lunatico ed eccentrico; Michael accattivante cantante energetico e sensuale, donnaiolo, il bello del gruppo e più popolare; Stiz, ovvero Stefano, bassista, divertente capro espiatorio, il pagliaccio di turno che viveva in simbiosi con l’altro chitarrista, Ed, Edward, leder del gruppo con la testa sulle spalle e baby sitter di Stiz; l’ultimo membro del gruppo era Fede, Federico, batterista dalla personalità multipla!
- Posso fare la doccia con te?-
Disse Michael avvicinandosi al box dov’era Tom, costui era il più bello del gruppo e risaputo che andava sia con uomini che con donne indistintamente, senza problema alcuno, spesso ci provava col biondo ricciuto, un po’ per scherzo ed un po’ perché ci sarebbe stato volentieri.
Come reagiva il corteggiato? Ridendo accettava di buon gusto il gioco: anche in quest’occasione infatti aprì la porta scorrevole ed afferrandolo per la canottiera nera l’attirò a sé sotto la doccia con lui richiudendosi dentro con lui, fino a scambiarsi un profondo bacio completo con lui!
Era anche Thomas un tipo così: pazzo e fuori dal comune che non si faceva problemi di sesso se si trattava di gioco e scherzi: per lui ogni cosa era lecita e le risate degli amici valsero più di mille film comici!
- Finocchi, andate in un privè!-
Aveva quindi accusato Stiz accentuando la risata, lui meno di tutti aveva problemi a vedere due uomini baciarsi: in quanto membro del gruppo doveva essere fuori dagli schemi e considerando il rapporto ambiguo che aveva con Ed sicuramente si capiva subito il senso con cui diceva le cose…tuttavia non lo faceva apposta, non attivava il cervello di natura, se l’avesse fatto avrebbe immaginato, conoscendo i due sotto la doccia, come sarebbe finita. Ma non lo fece per cui si beccò la lavata e con lui tutti gli altri ancora asciutti!
Alla fine a ridere furono Michael e Thomas che stava senza problemi nudo davanti ai suoi amici di sempre!
Avrebbe riso di meno quando sua mamma avrebbe visto il macello che avevano lasciato!
La vita di Thomas era così: un caos completo, una follia continua, un divertimento ininterrotto…e lui era esattamente come la sua vita, caotica, folle e divertente!

/Sleeping in your hand – Elisa/

Entrando nell’appartamento bicamere di media ampiezza, la prima cosa che si vedeva era una graziosa entrata con un ripiano che copriva il termosifone, appese ed appoggiate sopra vi erano mille statuine ritraenti angeli, era la stessa cosa che si poteva vedere continuando ad esplorare il resto della casa.
Era un posto molto semplice ed essenziale ma con buon gusto sicuramente femminile, ordinato e pulito. La prima cosa che saltava agli occhi erano le molti immagini e soprammobili a forma di angeli o di ali, la seconda era l’ordine che regnava sintomo o di pochi membri in famiglia o di membri comunque puntigliosi e rigorosi.
La terza era il silenzio completo che trasmetteva un velo di malinconia, lo stesso che ebbe Viky guardandosi intorno per vedere se il fratello era arrivato. Notò le scarpe nella scarpiera, quando mise via le sue per prendersi le pantofole così capì che doveva esserci. Lo capì solo da quello poiché non v’era rumore alcuno che indicasse la sua presenza.
Del resto Erik era un tipo completamente silenzioso, parlava ancor meno di lei.
Decise di andare a salutarlo prima di iniziare le pulizie giornaliere di casa, così percorse il corridoio giungendo alla camera del fratello maggiore chino sui libri.
L’osservò con attenzione prima di interromperlo, era un ragazzo di 27 anni alto e spigoloso dalla bellezza femminea e delicata, anche i suoi capelli biondi che sfioravano le spalle addolcivano la sua immagine, era un bel ragazzo e le somigliava tanto, si capiva che erano parenti.
- Ciao, sono tornata…-
Salutò così Erik che di sorpresa si girò guardandola, appena la vide sorrise dolcemente alzandosi fino a raggiungerla:
- Ciao piccola…-
Disse chinandosi a baciarle la guancia morbida, lei sorrise col suo fare tenero, poi chiese:
- Come è andata, oggi?-
Lui tornò a sedersi alla scrivania dove una luce illuminava il libro che stava studiando.
- Tutto bene, come sempre&hel